SOSTENIBILITÀ | CSRD: APERTA LA CONSULTAZIONE SULLA DIRETTIVA

Il 16 febbraio 2024, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato l’avvio della consultazione dello Schema del decreto che recepisce in Italia la Direttiva Europea Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD).

La CSRD è entrata in vigore il 5 gennaio 2023 e sarà parzialmente applicabile a partire dagli esercizi finanziari aventi inizio il 1° gennaio 2024.

La Direttiva, che dovrà essere recepita dagli stati membri entro il 6 luglio 2024, vuole promuovere la trasparenza e la divulgazione di informazioni da parte delle imprese in merito agli impatti ambientali, sociali e di governance (ESG) delle loro attività, attraverso un rafforzamento degli obblighi di reporting da parte delle stesse.

Come previsto, sono stati confermati gli obiettivi e l’ambito di applicazioni della CSRD e la collocazione e struttura della rendicontazione di Sostenibilità secondo gli standard ESRS (European Sustainability Reporting Standards). Di particolare interesse sono i seguenti elementi:

  • obbligo di attestazione: le imprese sono chiamate a dimostrare la loro conformità mediante attestazione che può essere rilasciata esclusivamente da un revisore legale o un’impresa di revisione contabile. Si tratta di una relazione eseguita dal soggetto incaricato le cui conclusioni si basano su un processo finalizzato ad acquisire un livello di sicurezza limitata, evolvendo verso un livello di sicurezza ragionevole. Il testo, inoltre, non prevede il ricorso a prestatori indipendenti di servizi di attestazione per fornire il servizio di assurance sulle rendicontazioni di Sostenibilità;
  • autorità di vigilanza: la CONSOB eserciterà i propri poteri di vigilanza sulla rendicontazione di Sostenibilità nei confronti di tutti gli emittenti quotati e che hanno l’Italia come Stato membro d’origine. Per le società non quotate, ma che rientrano nell’ambito di applicazione della CSRD, non è prescritta ulteriore vigilanza oltre a quanto previsto dal Codice Civile;
  • sanzioni: il numero elevato di destinatari a cui sono dirette le norme sulla rendicontazione di Sostenibilità e la complessità delle informazioni richieste fanno sì che si propongano più alternative per le sanzioni. Il testo del decreto delegato posto in consultazione riflette l’impostazione data per le imprese quotate, per cui gli obblighi di trasparenza previsti in materia di reportistica di Sostenibilità sarebbero collocabili nelle medesime fattispecie sanzionatorie previste nel TUF (Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria) per la violazione degli obblighi di informativa finanziaria. Si richiede, invece, ai partecipanti alla consultazione loro osservazioni in merito alla possibile previsione di specifiche fattispecie sanzionatorie per le piccole e medie imprese con ambito soggettivo e oggettivo strettamente delimitato alle violazioni aventi ad oggetto informazioni di Sostenibilità e/o differenziato a seconda dei soggetti responsabili della violazione.

È possibile inviare le proprie osservazioni e i propri contributi entro il 18 marzo 2024.


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