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RQTR: gli impatti della Delibera 374/2025/R/rif sul settore rifiuti. L’approfondimento

L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), con la Delibera 374/2025/R/rif, completa l’architettura regolatoria del servizio di gestione dei rifiuti urbani, integrando la Regolazione della Qualità Tecnica del servizio (RQTR) e aggiornando il Testo Unico per la regolazione della qualità del servizio di gestione dei rifiuti urbani (TQRIF). L’articolo analizza le due dimensioni complementari del nuovo quadro regolatorio: quella operativa, legata agli obblighi di registrazione e monitoraggio, e quella strategica, connessa agli effetti dei macro- indicatori sulla sostenibilità tariffaria.

La sfida della conformità operativa 

La delibera estende e codifica un sistema di obblighi di registrazione e comunicazione che coinvolge l’intera filiera: dalla raccolta e trasporto fino agli impianti di compostaggio, digestione anaerobica, incenerimento, trattamento meccanico-biologico e discariche. Ogni operatore è chiamato a dotarsi di un sistema di rilevazione e archiviazione strutturata dei dati relativi ai flussi, alle quantità e agli esiti di trattamento, secondo criteri di completezza, correttezza e congruità che dovranno essere validati dall’Ente Territorialmente Competente (ETC).

Dal 2026, questi dati alimenteranno il monitoraggio degli indicatori di efficienza e qualità della raccolta differenziata e dei macro-indicatori R1, R2 e R3, costruendo un quadro informativo omogeneo a livello nazionale. Il rispetto degli obblighi di registrazione — scandito da un calendario di attuazione progressivo fino al 2028 — costituisce la condizione necessaria per garantire la verificabilità delle performance e la coerenza del PEF tariffario con i criteri di efficienza ambientale richiesti dall’Autorità.

Gli Enti Territorialmente Competenti: da soggetti amministrativi a garanti della qualità 

Un elemento di discontinuità rispetto al passato è rappresentato dal ruolo degli Enti Territorialmente Competenti (ETC), chiamati non solo a raccogliere i dati dei gestori, ma anche a metterli a fattor comune e arrivare alla determinazione del macro-indicatore R3. Tale fatto, unito agli obblighi di validazione dei dati relativi al TQRIF introdotti dalla Delibera 374/2025/R/rif, sempre in carico agli ETC, trasforma questi ultimi in nodi regolatori del sistema informativo di settore, con responsabilità diretta sulla qualità dei dati trasmessi ad ARERA e sul conseguente allineamento tra risultati tecnici e riconoscimenti tariffari.

Da questo punto di vista restano due questioni aperte: da una parte l’efficacia, in termini di effettuazione corretta dell’operazione, della comunicazione degli indicatori di cui al Titolo II e del Titolo II bis in quei territori in cui l’ETC è individuato nel Comune, dall’altra le modalità di gestione delle comunicazioni obbligatori tra gestori, ETC e ARERA, ad oggi non rese esplicite nella regolazione.

La corretta registrazione dei dati da parte dei gestori assume quindi un valore strategico: non si tratta più di un adempimento contabile, ma del fondamento su cui si costruisce la credibilità delle performance e la trasparenza dei flussi informativi. Errori o lacune nella tenuta dei registri possono compromettere la validazione degli indicatori, alterare i macro indicatori e riflettersi negativamente sul posizionamento del gestore in sede di revisione tariffaria o di verifica dei livelli di servizio.
In questo contesto, il coordinamento tra gestori ed ETC diventa cruciale per garantire uniformità dei dati e affidabilità delle misure, in un sistema sempre più orientato alla misurazione oggettiva delle performance e alla tracciabilità delle decisioni.

La qualità come leva strategica 

La RQTR introduce un cambio di paradigma: la qualità tecnica diventa variabile determinante per la sostenibilità economica del servizio. I macro indicatori — R1 (efficacia dell’avvio a riciclaggio degli imballaggi), R2 (efficacia dell’avvio a riciclaggio della frazione organica) e R3 (efficienza tecnico-ambientale della gestione) — assumono un ruolo di riferimento anche in chiave tariffaria, come previsto dal nuovo Metodo Tariffario MTR-3.

Gli obiettivi annuali associati ai macro-indicatori, fissati su base 2024 e verificati nel biennio 2026-2027, costituiranno la base per meccanismi di premialità o penalità indiretta sul riconoscimento dei ricavi.

In prospettiva, la capacità di migliorare la qualità della raccolta differenziata, ridurre la frazione estranea, ottimizzare la logistica dei trasporti e assicurare la continuità dei trattamenti potrà incidere in modo significativo sull’equilibrio economico delle gestioni, premiando le realtà più virtuose e incentivando investimenti in innovazione e controllo dei processi.

Qualità tecnica, qualità industriale 

La regolazione non si limita più a “contare tonnellate”, ma introduce una visione industriale del servizio: l’efficienza tecnico-ambientale (macro -indicatore R3) integra elementi emissivi e di impatto sul ciclo logistico, mentre il fattore ε riconduce le prestazioni ambientali degli impianti a un parametro sintetico capace di esprimere il contributo effettivo alla riduzione delle emissioni e al recupero di materia.

La qualità non è quindi fine a sé stessa, ma una leva di competitività industriale e ambientale, coerente con gli obiettivi del Clean Industrial Deal e con la Strategia Nazionale per l’Economia Circolare.

Un nuovo equilibrio tra regole e valore 

La Delibera 374/2025/R/rif chiude un percorso iniziato con la Delibera 15/2022/R/rif e proseguito con la Delibera 387/2023/R/rif, costruendo un sistema integrato di regole, dati e obiettivi che spinge i gestori verso una gestione sempre più trasparente e misurabile. Tuttavia, il passaggio dalla conformità formale alla piena valorizzazione dei risultati richiederà un’evoluzione organizzativa e culturale: definizione di ruoli di responsabilità per il monitoraggio, aggiornamento delle procedure, revisione dei sistemi informativi e, soprattutto, una visione strategica della qualità come investimento e non come onere.

In sintesi, la RQTR rappresenta insieme un punto di arrivo e un punto di partenza: l’approdo di un percorso regolatorio che ha progressivamente portato il settore ai livelli di tracciabilità propri dei servizi idrico ed energetico, e l’inizio di un modello industriale dove la qualità tecnica — misurata, verificata e collegata alla tariffa — diventa il motore del miglioramento continuo e della sostenibilità economica.

È quindi fondamentale che i gestori non attendano le prime scadenze regolatorie per adeguare i propri sistemi di rilevazione e controllo: la costruzione di un sistema di monitoraggio affidabile e integrato richiede tempo, competenze e una chiara governance dei dati, e rappresenta oggi una condizione indispensabile per garantire conformità e sostenibilità economica nel medio periodo.

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